SEO internazionale: 3 valide strategie per posizionare all’estero il tuo sito web

Il trend è sotto gli occhi di tutti: il posizionamento di siti web è mutato nel tempo, considerevolmente.

E questo non poteva che coinvolgere anche la SEO internazionale: il fenomeno in atto è capillare, diffuso, non si salva nessuno.

Non è più tempo di farcire i testi di parole chiave ed operare un posizionamento organico fondato su trucchi e trabocchetti. Google ha tirato fuori le unghie: pensare di poter ingannare gli spider e gli algoritmi del motore di ricerca più famoso al mondo è da folli.

Cerchiamo piuttosto di comprendere cosa favorisca il posizionamento all’estero di un sito web e fare tesoro di alcune delle più valide strategie che allo scopo possono essere messe in atto.

Eccone di seguito qualcuna.

1. Comprensione delle regole dei motori di ricerca

E’ lodevole oggi l’attività compiuta dalle agenzie SEO le quali, pur di puntare ad un ottimale posizionamento di siti web sui motori trascorrono molto tempo a comprendere e di conseguenza garantire l’osservanza delle regole imposte da Google, premurandosi di verificare che quanto appreso per la SEO di siti in italiano valga anche per l’indicizzazione in inglese e, più in generale, per la SEO in inglese dei siti web.

Il mio business otterrà benefici  sia su Google.com che su Google.it?  Su quale mercato opereranno i servizi di Search Engine Optimization? Quanto conta per il mio sito la SEO all’estero?

Si tratta di interrogativi che, oggi più che mai, vengono sottoposti alle agenzie SEO, le quali, da un bel po’ di tempo a questa parte, hanno iniziato ad estendere il loro interesse anche verso la SEO internazionale. E non a caso, visti i risultati che essa si è resa capace di regalare ai proprietari ed ai responsabili di milioni di siti web in rete.

2. Adozione di strategie sottovalutate

L’indicizzazione all’estero e, più in generale, l’attività di SEO all’estero, seguono canali assolutamente straordinari.  E’ davvero così? No, o almeno non del tutto.

A favorire i risultati ottenuti dalla SEO in lingua inglese non sono state strategie a noi in Italia sconosciute. Non esistono formule segrete a noi inaccessibili: siamo o non siamo noi che in Italia facciamo article marketing non sempre di buon livello, che neppure conosciamo il concetto di guest posting e che realizziamo blog senza neppure concedere backlink?

Abbiamo fatto mai caso a come siano strutturati i nostri blog ed il modo in cui sono inseriti i commenti al loro interno, che solo in alcuni casi concedono il dofollow?

E quanti di essi sono soggetti a moderazione e non consentono, a volte, né backlink contestuali né tantomeno critiche ai contenuti degli articoli in essi contemplati?

Beh, dobbiamo renderci conto che è doveroso un cambiamento se vogliamo risultati concreti.

3. Credere nel link building

Forse l’infinito anelare al posizionamento come obiettivo inarrivabile e disperatamente essenziale ci ha fatto perdere di vista una delle attività più efficaci allo scopo: il link building.

La SEO in inglese non hai mai perduto di vista la rilevanza di tale strategia operativa perché ne ha compreso la capacità di rappresentare veicolo per una buona reputazione agli occhi di Google.

Forse abbiamo dimenticato come sia proprio grazie ai link ricevuti da altri siti -pertinenti e relativi al settore di attività d’interesse- che il nostro sito web acquista un potenziale in più per migliorare la propria reputazione e l’authority del dominio, meglio nota come autorevolezza, proprio grazie al passaggio di juice di domain authorithy e PR.

Si tratta di un vantaggio di non poco conto se si pensa al netto e sensibile miglioramento che ne deriva ai nostri siti sotto l’aspetto del ranking e del posizionamento.

Ammirando i risultati ottenuti nella sfera del posizionamento internazionale  potremmo finalmente avvalorare la nostra teoria e credere che sviluppare strategie finalmente originali ma oneste e corrette potrà riservarci delle novità molto interessanti per il futuro, soprattutto in termini di rank ed authority.

Non resta dunque che rimboccarsi le maniche ed affidarsi ad agenzie SEO qualificate, che garantiscano risultati a lungo termine e che lavorino … seriamente.

 

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Telemedicina: l’ultima frontiera delle nuove tecnologie in campo medico

Anche se a volte ci si può sentire troppo affannati dai continui progressi della tecnologia, frustrati dalla continua necessità di tenerne il passo, in ultima analisi, essa rappresenta una ricchezza inestimabile se applicata a quanto di più importante esista per ciascuno di noi: la medicina.

L’uso delle tecnologie in campo medico rappresenta una straordinaria opportunità di godere di una assistenza sanitaria avanzata. Questo è un bene di ineguagliabile valore.

Valutiamo gli aspetti più notevoli della telemedicina e dei benefici ad essa connessi.

"Telemedicina"   cc photo credit -  Flickr: Intel Free Press

“Telemedicina” cc photo credit – Flickr: Intel Free Press

Telemedicina: l’assistenza sanitaria che non sposta i pazienti

Se volessimo dare una definizione della telemedicina potremmo dire che essa è uno strumento utile a fornire assistenza sanitaria in maniera interattiva e per il tramite della tecnologia moderna.
L’applicazione delle nuove tecnologie in campo medico e, di conseguenza, l’utilizzo delle telecomunicazioni per migliorare la medicina, è divenuta preziosa per tutti, medici e pazienti.

Ma lo è in particolar modo nelle zone rurali e svantaggiate. I medici da qualsiasi luogo possono essere infatti in grado di comunicare con i più altamente qualificati dei loro colleghi presso i principali ospedali per ottenere consultazioni sui pazienti, migliorare la diagnosi e il trattamento delle malattie.

Ma c’è di più: l’assistenza sanitaria, per il tramite delle nuove tecnologie, può essere prestata  senza richiedere ai propri assistiti di viaggiare.
La telemedicina ha rappresentato, ad esempio, un enorme vantaggio per le persone provenienti da post-terremoto di Haiti, come documentano alcune autorevoli fonti.
Ecco dove può arrivare la tecnologia in campo medico: i pazienti potranno essere visitati dai loro medici in diretta tramite video / immagini fisse elettroniche, con l’acquisizione di dati in tempo reale.

Ciò consentirà  la possibilità di una diagnosi e di un trattamento più rapido, a volte immediato.

Telemedicina: la nuova prevenzione elettronica

Grazie a questo miracoloso uso delle tecnologie in campo medico sarà possibile prevenire malesseri anche gravi, come l’infarto, in persone che già soffrono di cuore. Come è possibile?

Grazie a “registratori” che permettono di misurare i cosiddetti parametri fisiologici e vitali del paziente. Registratori che sono collegati a un telefono cellulare capace di trasmettere i dati ad una centrale operativa dove i medici li possono leggere e interpretare.
Alcuni dispositivi esistono già: uno di questi si chiama  BodyGuardian.

Si tratta di uno strumento di assoluta avanguardia, che a breve, ed in maniera capillare, permetterà ai medici di monitorare una serie di rilevanti parametri biometrici all’esterno della struttura ospedaliera, proprio nei contesti in cui i pazienti svolgono le proprie attività quotidiane.

Ciò consentirà di creare un collegamento, virtuale ma costante, tra pazienti e personale medico.

Nessuno avrebbe mai potuto pensare che la tecnologia in campo medico avrebbe potuto raggiungere livelli così avanzati a beneficio di noi tutti.

Telemedicina: una nuova frontiera per la professione medica

La telemedicina rappresenta una sorprendente frontiera per la tecnologia in campo medico.

Grandiosa la capacità della stessa di superare ogni barriera di distanza e di tempo ed abbattere i costi per l’accesso alle cure. Ma, per quanto primario e di assoluto spessore, non è questo l’unico beneficio ad essa correlato.

La telemedicina presuppone una serie di processi organizzativi che possono rappresentare una ricca risorsa per tutti i giovani medici.
Essa, infatti, implica la conoscenza delle nuove tecnologie, che rappresentano il patrimonio in possesso soprattutto dei giovani.
La telemedicina determina un sensibile miglioramento dei livelli di qualità delle prestazioni sanitarie, con una notevole riduzione dei costi, ma richiede appunto l’assorbimento di nuove risorse da applicare all’uso delle nuove tecnologie in campo medico.

Veramente notevole la valutazione di Luca Tremolanda del Sole24h, che, già in un articolo del 2012 dal titolo “La cura digitale nella sanità”affermava:
“…La spesa complessiva in informatica e tecnologie (Ict) per la sanità è di 1,3 miliardi di euro, pari a circa l’1,1% del costo totale. Fanno 22 euro per abitante. Poco, sostiene l’Osservatorio Ict in Sanità nel 2012 della School of Management del Politecnico di Milano in un rapporto che verrà diffuso martedì. Poco, se si considerano altri paesi con sistemi sanitari confrontabili. Molto se si considera che dal 2005 al 2011 quella sanitaria è l’unica voce di spesa in Ict che cresce rispetto a tutta la pa. Eppure, anche questi investimenti potrebbero essere a rischio. «Effettuare tagli al sistema sanitario italiano non è facile», si legge nel rapporto. «Esiste una sola leva che potrà consentire di conciliare in futuro la qualità del servizio e il controllo della spesa: l’innovazione, che nelle nuove tecnologie, e in particolare nel virtual health, trova un suo driver fondamentale”.

Il contributo apportato dalla tecnologia alla medicina è di innegabili proporzioni.

Solo negli ultimi anni, i benefici ad essi arrecati, ne hanno migliorato l’intero assetto più di quanto non sia sino ad oggi accaduto negli ultimi due secoli.

Continuiamo dunque ad incoraggiare tale processo, con un oggettivo apprezzamento dell’efficacia clinica dell’innovazione introdotta dai nuovi processi della informatizzazione.

parole chiave:  telemedicina, tecnologie in campo medico

3 trucchi infallibili per avere buoni preventivi per porte

Possiedi porte un po’ malmesse, deformate, danneggiate?

Se temi di ricevere preventivi per porte esorbitanti o ingannevoli, non temere, esistono delle valide strategie per evitare al meglio questo rischio.

Non essere ingenuo, questo è il principio fondamentale. Purtroppo una piccola non curanza potrà determinare grossi problemi, ingenti spese ed una notevole perdita di tempo.

Per farlo però ti occorrerà conoscere ciò che spesso è ignorato nel momento in cui un preventivo per porte viene stilato.

Scopriamo insieme cosa puoi fare per evitare brutte sorprese.

"Preventivo porte"    cc photo credit- flikr: Cristiano Betta

“Preventivo porte” cc photo credit- flikr: Cristiano Betta

 1. Richiedi specifiche delle voci di spesa

In sede di preventivo per porte quelle che ti verranno proposte saranno, di certo, porte solide, buone ed isolanti. In breve, tutto ciò che un buon porta deve essere.

Ma questo, purtroppo, non basta.

Per iniziare: si tratta di porte in pvc, in legno, in ferro o in altro differente materiale? Verifica che sia indicato con chiarezza.

Anche il colore, chiedi ne sia fatta chiara menzione nel preventivo. Non basta indicare un colore generico, ma è piuttosto necessario far riferimento alla precisa variante di esso.

Ed ecco arrivati a ciò che spesso rimane non citato dalla maggior parte dei preventivi per  porte: gli accessori. Così come le porte, ne esistono diverse tipologie ideate per completare il look e la funzionalità di una porta.

Da ultimo, ma non per importanza, il montaggio. Chiedi che sia indicato se compreso o meno nel prezzo.

 2. Garanzia si o garanzia no?

Non tutti sanno che la merce oggetto di preventivo per porte può essere garantita direttamente dal produttore.

Molti rivenditori garantiscono che le componenti delle porte siano realizzate in conformità agli standards qualitativi prescritti nell’ambito del sistema di qualità certificato, nel rispetto della nota normativa UNI EN ISO 9001-2008.

Esistono garanzie di due anni, di tre, di cinque. Esistono fattispecie particolari, in cui la garanzia è a vita. Ma attenzione a cosa viene garantito: la rottura? O semplicemente la crepatura e lo scolorimento?

Fai attenzione alle condizioni, spesso celate, a cui è condizionato il godimento di tale garanzia.

Questo della presenza o meno di garanzia, è un aspetto di notevole rilievo, che è bene precisare prima della corresponsione del denaro, meglio appunto se in sede di stesura dei preventivi per porte.

 3. Richiedi indicazione modello di porta

I preventivi per porte non saranno mai del tutto chiari fintantoché non indicheranno con precisione millimetrica il modello di porta che ti potrebbe essere fornito a quel prezzo.

Non è sufficiente indicare se trattasi di porte in legno, ferro o pvc.

E non sarà neanche sufficiente indicare se trattasi di porte scorrevoli, a scomparsa o ad apertura classica. Che si tratti di porte per interni o per esterno ci sono molte opzioni da scegliere ed indicare nel preventivo.

Esistono varie linee, porte decorate, lavorate a mano, progettate in vetro, a finitura opaca o lucida, ad ante lisce o con disegni incisi. E’ bene ne sia fatta menzione nel preventivo.

Questa precisione servirà per evitare tutti quei possibili inconvenienti che potranno riscontrarsi in sede di fornitura della porta scelta, e tutto ciò a preventivo per porte già stilato e importo corrisposto.

Se non vuoi spiacevoli sorprese rivolgiti a personale serio ed affidabile, che resti a tua disposizione per rassegnarti un preventivo per porte del tutto chiaro ed assolutamente contenuto.

Sii accorto, scegli personale qualificato. Farlo non è poi così complesso, non ti sembra?

Cerchi innovative strategie di business? Sfrutta le potenzialità del Remarketing Google

Se sei continuamente alla ricerca di nuove ed avanzate strategie di business, ecco qualcosa che fa per te: il Remarketing Google.

Si tratta di un potente strumento che nel tempo ha subito considerevoli e significativi miglioramenti, che ne hanno fatto realmente una strategia di business unica nel suo genere.

Ne ignoravi forse l’esistenza? O semplicemente non ne conoscevi le potenzialità? In un caso o nell’altro è davvero arrivato il momento di informarti. Esso può garantire davvero ottimi risultati in termini di conversioni.

Remarketing Google: in cosa consiste?

Ma partiamo dalla cognizione di cosa esso, in termini semplici, rappresenti.

Il remarketing o e-commerce remarketing si riferisce alle tecniche, alle strategie e spesso ai sistemi di posta elettronica automatizzati utilizzati da venditori online per creare dei follow-up ai visitatori del sito che non hanno eseguito un’azione desiderata su un sito Web (che solitamente si traduce nel mancato utilizzo del carrello).

Potrai utilizzare il Remarketing per portare un visitatore al tuo sito web, quindi utilizzare tali tattiche come strategie di business.

Così facendo otterrai una più alta probabilità di ottenere una conversione in un il pagamento/ acquisto da parte del Cliente.

Il Remarketing consiste infatti nel ‘seguire’ un utente durante la sua navigazione proprio dopo che questi ha abbandonato la pagina. L’utilità consiste nel fatto che vengano, dopo l’abbandono della pagina, mostrati all’utente annunci e banner durante la sua visita ad altri siti.

Remarketing Google: come può essere utilizzato?

  • Remarketing per la Rete Display: visualizza gli annunci ai visitatori del sito durante la loro navigazione sul Web.
  • Remarketing per applicazioni mobili: consente di raggiungere coloro che hanno visitato sezioni specifiche della tua applicazione mobile. L’utilità consiste nel mostrare loro gli annunci durante l’utilizzo di altre applicazioni.
  • Elenchi per il Remarketing: ciò vale per gli annunci della rete di ricerca.

Il Remarketing permette di allargare la copertura con aggiuntive parole chiave ed impostare le offerte per gli utenti che hanno fatto una visita ad un sito, adattandone e personalizzandone a loro gli annunci. Non ti aspettavi potesse sottendere tante potenzialità, vero?

Remarketing Google: ne vale davvero la pena?

La risposta è sì, ma come per ogni cosa nella vita e come per qualsivoglia strategia di business tale strumento deve essere conosciuto perfettamente, studiato, analizzato in tutte le sue molteplici sfaccettature.

Deve essere configurato correttamente, è necessario pertanto definire e segmentare il target dei destinatari.

Chiaramente, il fatto di essere in grado di indirizzare le persone che sono già sul tuo sito Web in altre aree del Web, lascia facilmente intendere come esso rappresenti un potente strumento per riattivare traffico ed aumentare l’esposizione del marchio.

Sottoponiti le seguenti domande prima di decidere di creare le tue campagne:

  • Che cosa può averli fatti abbandonare il tuo sito web? Il prezzo, mancanza di contenuti, qualità dei prodotti?
  • Ho risolto tutti i problemi del sito?
  • La ricerca dei prodotti, l’esposizione dei servizi offerti è semplice agli occhi dei visitatori?

Metti in discussione prima di tutto te stesso e la tua attività. Solo dopo potrai pensare alle più idonee strategie di business.

Qualche suggerimento: aggiungi il tag di Remarketing al tuo sito, crea elenchi per il Remarketing, crea campagne di Remarketing basandone l’utilizzo sui tuoi elenchi.

In tal modo potrai strumentalizzare il Remarketing a tuo vantaggio, e farne una delle più efficienti strategie di business.

Con  un buon uso di tale strumento si possono davvero raggiungere buone possibilità di battere la concorrenza.

Se vuoi saperne di più sul funzionamento del remarketing consulta la seguente pratica, valida guida: https://support.google.com/adwords/answer/2454000?hl=it

E tu, hai qualche altra strategia da poter suggerire?

 

(keywords: remarketing, strategie di business)

Nuove strategie di Web Marketing …sogno o realtà?

Come adottare strategie di Web Marketing che possano attrarre il vostro target di riferimento?

In un mondo dove l’attenzione è tutta rivolta al guadagno, sembra realmente impossibile.

In realtà non lo è.  Si può -giustamente- ritenere che una grande azienda, lautamente finanziata, potrà mettere in atto strategie di Web Marketing assolutamente competitive.

Ma questo non significa che i vostri sforzi, per conseguire una valida campagna Web Marketing, debbano necessariamente richiedere ingenti spese o incidere pesantemente sul vostro portafoglio.

Ecco sei modi creativi e poco costosi per commercializzare il vostro business nel mondo Web:

immagine 5 strategie di Web Marketing vincenti

“strategie di web marketing” cc photo credit : Flikr- Rosaura Ochoa

1. Crea un gruppo Linkedin

Sii social. Non chiuderti nel tuo mondo. Apri le porte alla comunità. Crea un gruppo Linkedln.

Le strategie di Web Marketing passano dai Media. Non vi è altra strada.

L’obiettivo deve essere quello di contribuire a fornire risorse utili ed avviare discussioni su argomenti che possono portare un reale beneficio alla comunità. I gruppi dovranno anche essere un luogo di incontro per i membri in rete, un luogo di aperto confronto su tematiche di loro interesse.

La creazione di un gruppo LinkedIn potrà rappresentare una vibrante risorsa di informazioni utili, un importante tassello della  tua campagna Web Marketing. Potrà aumentare traffico verso il tuo sito e magari, perchè no, incrementarne le vendite.

2. Implementa il Remarketing

Tra le migliori ed innovative strategie di Web Marketing, quella del Remarketing regna sovrana.

Si tratta di uno strumento che nel tempo ha subito sensibili e significativi miglioramenti.

Ne ignoravi l’esistenza? Informati. E’ una strategia che garantisce davvero buoni risultati.

Non può assolutamente mancare nella tua campagna Web Marketing.

Qualche delucidazione : Il remarketing consiste nel ‘seguire’ durante la navigazione un utente, anche dopo che questi ha abbandonato la pagina, per esempio mostrando annunci e banner durante la visita ad altri siti.

Con  un buon uso del Remarketing si possono davvero raggiungere buone possibilità di tenere il passo e, chi lo sà, magari superare la concorrenza.

 3. Raggiungi con il tuo blog un pubblico di nicchia

Mentre può essere difficile ottenere successo nel mondo cartaceo, arrivare sulla copertina di una rivista importante, nel mondo online è più semplice avere successo ed ottenere popolarità.

Non credere di poterlo fare in maniera universale. Non puoi  -ragionevolmente-  suscitare interesse al mondo intero.

Non sei una star. Ritagliati piuttosto una nicchia di utenti.

4. Adotta una campagna Web Marketing rivolta ad un preciso settore della collettività.

Scegli un argomento di vasto interesse, analizza le strategie di chi da anni lavora nel tuo stesso mercato.

Abbi le idee chiare. Adotta le più utili stategie di Web Marketing proprio per attirare presso di te quella determinata nicchia di utenti interessati ad determinato argomento scelto.

5. Crea video per YouTube

Con più di 800 milioni di visitatori unici al mese, YouTube può essere una potente piattaforma per la commercializzazione di un business online. Per farlo però bisogna andare oltre la semplice pubblicazione di video, fatta magari in maniera casuale ed occasionale. Si alla pubblicizzazione dei tuoi prodotti o alla condivisione di tuoi pensieri. Ma fallo con maestria.

I video, creati nell’alveo di una valida campagna di Web Marketing, dovrebbe includere i seguenti elementi:

  • Un titolo per parole chiave ricercate
  • Un chiaro messaggio editoriale
  • Un invito all’azione (chiedi al visitatore di fare qualcosa, come ad esempio la sottoscrizione al tuo canale)

Ecco, non è poi così complesso.

6. Scrivi un e-book su un argomento correlato al tuo settore

Non ci sarà più bisogno di una casa editrice o di migliaia di euro  per ottenere la distribuzione di un libro. Questa è realmente una delle migliori strategie di Web Marketing. Ma ecco, questa si, richiede molte competenze ed una grande professionalità.

Amazon, per esempio, ti permetterà di caricare un libro digitale senza costi vivi, trattanendo solo una percentuale sulla vendita. L’obiettivo non è quello di realizzare un profitto dalle vendite dirette dell’ebook , naturalemente, ma ci si può avvalere di esso come valido strumento di lead generation, incoraggiando i lettori a visionare il tuo sito web, per ivi reperire ulteriori informazioni.

Anche la scrittura di validi testi, la redazione di contenuti di qualità per il tuo sito o blog, l’article marketing ed il link building rappresentano ottime strategie di Web.

Parole chiave:  strategie di Web Marketing, campagna di Web Marketing

4 validi consigli per creare blog perfetti

Navigando sul web è pressocchè impossibile non inbattersi in blog e discussioni ad essi correlate.

Si tratta di canali interessanti e particolarmente diffusi, di strumenti collettivi di imparagonabile valore perchè essi celano la possibilità di promuovere il proprio business. A questo punto ci chiediamo : “sarebbe bello realizzarlo da sé, ma chi saprà mai come si crea un blog…”.

Indispensabile premessa: non si diventa esperti in questo settore dall’oggi al domani.

Si deve fare tanta esperienza e bisogna aggiornarsi di continuo se si vuol fare del bene al proprio blog. Perché, pur non rappresentando un lavoro complicato, pur non richiedendo particolari cognizioni tecniche, creare un blog presuppone un intenso lavoro se si vogliono conseguire buoni risultati in termini di popolarità e visibilità.

Ecco di seguito alcuni suggerimenti, che vengono elargiti senza alcuna pretesa di assolutezza, nella consapevolezza della vastità dell’argomento trattato.

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“Creare blog” cc photo credit: flickr- Christian Schnettelker

1) Serviti dei giusti necessari strumenti

Ogni attività necessita dei giusti strumenti. E’ come una cassetta di attrezzi per un operaio. Stesso discorso vale se si ha intenzione di creare blog. E’ indispensabile reperire nel web tutto quello che serve per fare di esso una fonte di informazioni realmente utile per gli utenti.

– Strumenti Google: come si crea un blog? Impossibile fare innanzitutto a meno degli strumenti offerti da Google. Google Analytics si rivela utilissimo per calcolare statistiche precise sulle visite, studiare le abitudini dei lettori e, più in generale, migliorare i contenuti.

– Piattaforme per le immagini: dove reperire immagini per il nostro blog e per i post in esso contenuti? Ottimo il servizio offerto da Flikr, con le sue immagini Creative Commons. Ottime anche le piattaforme Fotolia e Shutterstock.

– Strumenti per l’usabilità: creare blog perfetti significa innanzitutto creare blog usabili. Come? E’ necessario verificare che tutto nel blog funzioni in maniera corretta e fluente. Come fare? Ottimo lo strumento Wave per fare un controllo generale dei possibili eventuali problemi di usabilità su una pagina web. Eccellente W3C Link Checker per un controllo generale dei link.

2) Comunica pensando all’utilizzatore finale

Creare blog perfetti richiede il porsi alcuni interrogativi circa i destinatari: a chi ci rivolgiamo? Cosa si aspettano di leggere i nostri utenti? Siamo in grado di fornire loro delle risposte e sorprenderli con informazioni realmente utili? Attenzione al grado di leggibilità e di comprensibilità del testo. Scriviamo denso. Elaboriamo contenuti usabili.

Come si crea un blog che tenga in considerazione anche le regole della SEO? Come conciliare interesse per gli utenti e rispetto dei “canoni SEO”? L’osservanza delle regole dei motori di ricerca è assolutamente doverosa ma attenzione: nel tentativo di piacere ai motori di ricerca rischiamo di allontanarci dalle esigenze dei lettori. Un uso eccessivo di keyword, la formulazione di periodi contorti, una ridotta attenzione nei confronti della grammatica porterà ad un testo che nessuno leggerà con piacere. Ad un testo consueto, che molto probabilmente nessuno linkerà o condividerà sui social.

ll modo più semplice è quello di coinvolgere i lettori nel processo creativo del tuo blog. Esatto. Ma ti starai chiedendo…come si crea un blog coinvolgente? Attraverso i social ed attraverso l’interazione con gli stessi utenti. Chiedi un consiglio sul prossimo post, chiedi se quello precedente è stato gradito. Chiedi cosa loro avrebbero voluto reperire in quella fonte.

3) Crea buoni motivi per spingere altri blogger a linkarti

Proponi testi puliti, boicotta keyword stuffing e stringhe duplicate. Lavora sulla qualità. Creare blog perfetti è un lavoro senza fine, non si può mai dire di avere concluso. Aggiornati continuamente sugli algoritmi di Google perché il passaggio obbligato per creare blog wordpress validi non può che essere la conoscenza delle regole dei motori di ricerca. Il tuo blog acquisterà popolarità perché presto link “sani” arriveranno da altri blog, ancora meglio se contestualizzati.

Verifica la bontà del tuo sito in termini di authority utilizzando lo strumento opensitexplorer.

Verifica sempre text distribution e over optimization. Un buon riferimento sull’anchor arriva da Moz.

Raggiungerai un pubblico nuovo che magari, diversamente, non saresti riuscito mai ad intercettare. Ecco davvero come si crea un blog realmente vivo e valido. 

4) Crea contenuti “gratificanti”

Si, esatto, gratificanti. Perché se vuoi ricevere il plauso dei tuoi lettori devi guadagnartelo. Ti chiederai: ma come creare blog  con contenuti vivi e condivisi? Offrendo loro risorse utili, interessanti. Crea contenuti di qualità. Solo così il lettore tornerà sul tuo blog sperando di reperire di volta in volta risorse utili.

– Scrivi contenuti utili: è ovvio che se parliamo di un argomento che non interessa a nessuno, che nessuno cerca, nessuno ci troverà. Inutile inventare e agire di fantasia: bisogna fornire informazioni esaurienti ma veritiere, citando eventualmente esperienze personali, fonti ufficiali, esperti, linkando risorse buone e popolari.

– Scrivi in maniera semplice: la semplicità è un vantaggio che vale in tutti gli ambiti della comunicazione, ma nel caso di Internet è in assoluto indispensabile.

– Scrivi in maniera unica: effettua un’indagine preliminare sui siti già presenti in rete che trattano la stessa tematica e cerca di affrontare argomenti non già trattati dai concorrenti. Ritaglia uno spazio tutto tuo.

– Evita errori ortografici, sembra banale ma è molto ricorrente.

– Evita di fare copia e incolla o rimescolare grossolanamente contenuto già esistente: poiché questo determinerà uno svantaggio agli occhi di Google (anzi, pare ci sia già attivo un filtro “near duplicate”).

Speriamo davvero di avere dato un valido aiuto su come si crea un blog, non fine a se stesso, ma valido, coinvolgente, apprezzato.

Se vuoi saperne di più sulle regole della SEO e comprendere a pieno come esse incidono sulla redazione di contenuti per il web, leggi questa buona Guida introduttiva di Google all’ottimizzazione per i motori di ricerca: http://static.googleusercontent.com/media/www.google.com/it//intl/it/webmasters/docs/search-engine-optimization-starter-guide-it.pdf

keywords:  creare blog, come si crea un blog

Articolista: la nuova frontiera del lavoro online

La nuova professione del secolo? Perché no. Quella dell’articolista potrebbe davvero rappresentare a breve una delle figure professionali più richieste e ricercate nel web. Ecco di seguito cosa realmente qualifica come esperto un professionista.

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“articolista”        cc photo credit : flickr- Denise Krebs

1) Capacità di creare contenuti di qualità

Qualità, qualità ed ancora qualità. L’articolista che procura i testi scopiazzando di qua e di là ha poca, anzi nessuna, possibilità di crescita.
No a contenuti duplicati, no a contenuti privi di alcuna utilità. Coloro che navigano sul web hanno bisogno di risposte alle loro esigenze.
Risposte immediate e nuove. Non sono disposti a perdere tempo leggendo cose già visionate altrove. L’articolista che lavora bene deve poter colpire colui che naviga sul web, arricchendolo di cose nuove ed interessanti.

2) Capacità di analisi…con un occhio di riguardo alla SEO

L’articolista, se esperto, deve mettere al bando strategie o scorciatoie: nessuno è in grado di raggirare i motori di ricerca. Se si vuole fare di un articolo un veicolo di maggiore visibilità di un sito devono essere assolutamente conosciute le regole dei motori di ricerca.

E’ perfettamente inutile -oltre che dannoso- inserire qua e là delle parole chiave senza conoscere le dovute regole della SEO. No a parole chiave messe a casaccio –sia nella scelta sia nel numero- qua e là nel testo.
Esiste una logica da seguire. E’ preferibile conoscere la competitività della parola chiave scelta, il numero delle visite che mensilmente riceve ed altri aspetti, anzicchè operare assecondando semplicemente l’intuito.

3) Idoneità di scelta dei siti destinati ad ospitare gli articoli

E’ assurdo pensare che si possa ricevere un apprezzamento dai motori se i siti sui quali l’articolista pubblica i suoi articoli sono scadenti o, peggio, screditati, penalizzati. Non credete di essere più furbi dei motori di ricerca.
E’ ragionevole supporre che abbiano più rilevanza per il sito che andiamo a fare conoscere tramite il nostro articolo quelli affidabili, accreditati, con un buon trust. La popolarità del nostro sito dipende da queste qualità. Pubblicare un nostro contenuto su un sito scadente può compromettere la popolarità del nostro, anzicchè favorirla.

Grazie a svariate risorse reperibili nel web e con l’ausilio di diversi tools quella dell’articolista potrà dunque davvero essere considerata come una fonte di guadagno. Se fatta con maestria, competenza, capacità ovviamente.

Ti piacerebbe approfondire la conoscenza degli strumenti SEO disponibili sul web? Ecco una buona guida per lo studio degli strumenti proposti da Google che potrai scaticare in formato Kindle: http://www.amazon.it/Google-Guida-marketing-strumenti-Google-ebook/dp/B00C6B6CE4 

keyword: articolista

Nuove preoccupazioni per l’esperto SEO? Ecco cosa è cambiato con il nuovo algoritmo Google Panda 4.0.

E’ proprio vero quando si dice che un esperto SEO non ha pace: a poca distanza dall’ultimo aggiornamento di qualche tempo fa, il 21 maggio dell’anno corrente è stata ufficializzata la versione 4.0 dell’algoritmo di Google Panda dando conferma ai diversi rumors che avevano preceduto l’annuncio che ha visto per autore Matt Cutts su Twitter.

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photo credit : Cliff

In verità nessun consulente SEO si è sentito sconvolto più di tanto da tale aggiornamento. La maggior parte di essi infatti conosce bene questo mondo, sempre dinamico ed in continua evoluzione. Ora, a distanza di qualche settimana dall’aggiornamento, possiamo trarre qualche conclusione: cos’è realmente cambiato nello scenario della SEO?
Ecco al riguardo il parere degli esperti di posizionamento siti web:

1. Nessuna preoccupazione se l’esperto SEO lavora bene
Gli aggiornamenti che di volta in volta Google propone non devono terrorizzare chi ha sempre lavorato con maestria cercando traffico di qualità. Dunque un bravo esperto SEO ed un consulente SEO professionista non dovrebbero nutrire alcun timore.
Devono piuttosto destare timore solo a coloro che hanno sempre lavorato con strategie e testi concepiti esclusivamente per raggiungere il posizionamento nelle SERP, senza nessuna professionalità nella scelta delle tecniche per farlo.

2. Posizionamento siti web, social media e link building
Quando il consulente SEO fa un buon lavoro la prima cosa che vorrebbe fare è quella di diffonderne i risultati il più possibile tra gli utenti. Colui che lavora con serietà sa bene che il posizionamento naturale di un sito su Google si ottiene proprio grazie alla varie campagne sui Social Network, la link popularity e tutte le azioni che servono per ottenere traffico di qualità.
Cosa cambia sotto questo profilo con il nuovo algoritmo Panda 4.0? Assolutamente nulla. Si ribadisce che i link che arrivano al sito debbano essere di buona qualità e che le tematiche in esso trattate debbano essere originali e cariche di rilievo. No ai link nascosti, ai siti troppi giovani ed a quelli con page rank troppo basso.

3. Addio a tutti gli hacks sul codice
Non c’è più scampo per l’esperto SEO che sfrutta tecniche subdole e non etiche per scalare le vette dei SERP. Per anni gli hacks sul codice hanno infangato la SEO.
Le tecniche di Black Hat ed il Keyword Stuffing hanno messo a tacere il duro lavoro di coloro che preferivano sfruttare in maniera professionale gli strumenti di creazione delle pagine web. Ed il duro lavoro di chi, scrivendone al meglio il codice del sito, ne indicizzava tutte le pagine e rendendone ai robot dei motori di ricerca accessibili i contenuti principali.
Nulla da temere dunque per gli amanti del white hat.

4. Nuovi parametri di calcolo della qualità
Ciò che ha contribuito a mietere un maggior numero di vittime è stato senz’altro l’utilizzo da parte di Google di nuovi parametri per calcolare la qualità, la velocità e la quantità di visite di ritorno.
Tutto mira ad agganciare e favorire traffico di qualità, perché se l’utente trova un sito realmente interessante, fruibile alla lettura, veloce da consultare sarà indotto a visitarlo con interesse. E tanto ha un suo ritorno anche in termini di affidabilità.
Ecco ciò che Google ha sempre voluto, ma che non sempre ha trovato eco tra gli operatori del web, primo fra tutti l’esperto SEO o che …almeno si definiva tale.

Si temevano solo penalizzazioni, ma è dunque proprio vero? Sembra proprio di no, visto che molti siti, quelli validi, sembrano averci guadagnato, anzicchè perso.

Per eventuali approfondimenti sul nuovo algoritmo Google Panda 4.0: http://www.liquida.it/google-panda/?coolbox=0_99_0_29862553

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