Nuove preoccupazioni per l’esperto SEO? Ecco cosa è cambiato con il nuovo algoritmo Google Panda 4.0.

E’ proprio vero quando si dice che un esperto SEO non ha pace: a poca distanza dall’ultimo aggiornamento di qualche tempo fa, il 21 maggio dell’anno corrente è stata ufficializzata la versione 4.0 dell’algoritmo di Google Panda dando conferma ai diversi rumors che avevano preceduto l’annuncio che ha visto per autore Matt Cutts su Twitter.

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photo credit : Cliff

In verità nessun consulente SEO si è sentito sconvolto più di tanto da tale aggiornamento. La maggior parte di essi infatti conosce bene questo mondo, sempre dinamico ed in continua evoluzione. Ora, a distanza di qualche settimana dall’aggiornamento, possiamo trarre qualche conclusione: cos’è realmente cambiato nello scenario della SEO?
Ecco al riguardo il parere degli esperti di posizionamento siti web:

1. Nessuna preoccupazione se l’esperto SEO lavora bene
Gli aggiornamenti che di volta in volta Google propone non devono terrorizzare chi ha sempre lavorato con maestria cercando traffico di qualità. Dunque un bravo esperto SEO ed un consulente SEO professionista non dovrebbero nutrire alcun timore.
Devono piuttosto destare timore solo a coloro che hanno sempre lavorato con strategie e testi concepiti esclusivamente per raggiungere il posizionamento nelle SERP, senza nessuna professionalità nella scelta delle tecniche per farlo.

2. Posizionamento siti web, social media e link building
Quando il consulente SEO fa un buon lavoro la prima cosa che vorrebbe fare è quella di diffonderne i risultati il più possibile tra gli utenti. Colui che lavora con serietà sa bene che il posizionamento naturale di un sito su Google si ottiene proprio grazie alla varie campagne sui Social Network, la link popularity e tutte le azioni che servono per ottenere traffico di qualità.
Cosa cambia sotto questo profilo con il nuovo algoritmo Panda 4.0? Assolutamente nulla. Si ribadisce che i link che arrivano al sito debbano essere di buona qualità e che le tematiche in esso trattate debbano essere originali e cariche di rilievo. No ai link nascosti, ai siti troppi giovani ed a quelli con page rank troppo basso.

3. Addio a tutti gli hacks sul codice
Non c’è più scampo per l’esperto SEO che sfrutta tecniche subdole e non etiche per scalare le vette dei SERP. Per anni gli hacks sul codice hanno infangato la SEO.
Le tecniche di Black Hat ed il Keyword Stuffing hanno messo a tacere il duro lavoro di coloro che preferivano sfruttare in maniera professionale gli strumenti di creazione delle pagine web. Ed il duro lavoro di chi, scrivendone al meglio il codice del sito, ne indicizzava tutte le pagine e rendendone ai robot dei motori di ricerca accessibili i contenuti principali.
Nulla da temere dunque per gli amanti del white hat.

4. Nuovi parametri di calcolo della qualità
Ciò che ha contribuito a mietere un maggior numero di vittime è stato senz’altro l’utilizzo da parte di Google di nuovi parametri per calcolare la qualità, la velocità e la quantità di visite di ritorno.
Tutto mira ad agganciare e favorire traffico di qualità, perché se l’utente trova un sito realmente interessante, fruibile alla lettura, veloce da consultare sarà indotto a visitarlo con interesse. E tanto ha un suo ritorno anche in termini di affidabilità.
Ecco ciò che Google ha sempre voluto, ma che non sempre ha trovato eco tra gli operatori del web, primo fra tutti l’esperto SEO o che …almeno si definiva tale.

Si temevano solo penalizzazioni, ma è dunque proprio vero? Sembra proprio di no, visto che molti siti, quelli validi, sembrano averci guadagnato, anzicchè perso.

Per eventuali approfondimenti sul nuovo algoritmo Google Panda 4.0: http://www.liquida.it/google-panda/?coolbox=0_99_0_29862553

keyword: esperto SEO, consulente SEO

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